Giovanni Mangione e Zoltán Kodály
Scritto da admin il 15 Dic 2007 alle 04:50 pm | Archiviato in: Libri
Giusi Barbieri ha curato la nuova edizione del libro grazie al quale Giovanni Mangione ottenne dal Ministero degli Affari Esteri una Borsa di studio per l’Ungheria nel 1974:“La pedagogia della musica secondo Zoltán Kodály”
Il libro propone un iniziale percorso di apprendimento della musica secondo il concetto Kodály. La programmazione prevede l’utilizzo di materiale pentatonico, particolarmente adatto alle prime fasi di sviluppo del pensiero musicale, in quanto di facile intonazione per l’assenza di semitoni. Quando il bambino (o l’adulto che desideri imparare a leggere la musica) avrà acquisito una sicura intonazione dei suoni della pentatonia, potrà gradualmente appropriarsi anche del linguaggio diatonico, cioè composto da sette suoni.
Seguendo la programmazione, e utilizzando le ulteriori risorse presenti sul sito aikem, l’insegnante della scuola dell’infanzia (ultimo anno) o della scuola primaria potrà guidare il bambino ad acquisire in modo naturale i primi elementi del linguaggio musicale, e a utilizzarli in modo creativo.
Imparare la musica non significa imparare a leggere il pentagramma, che è attività ben diversa. Nessuno chiederebbe a un bambino di imparare a scrivere prima di imparare a parlare: l’acquisizione delle abilità musicali segue lo stesso percorso, quindi è fondamentale che i bambini sperimentino la musica in modo attivo, cantando sia per imitazione di quanto ascoltato, sia in modo spontaneo, riutilizzando i “vocaboli musicali” appresi, cioè i piccoli frammenti ritmico-melodici dei quali sono formate le brevi canzoni adatte al loro livello di sviluppo psicofisico. La rappresentazione dei suoni sul pentagramma sarà possibile solo dopo che i suoni siano stati interiorizzati: la lettura consisterà allora nella traduzione del segno in suono, come dovrebbe essere, e non nel semplice riconoscimento meccanico di un segno senza che il suo significato (il suono) sia stato evocato.
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